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Transumanza

Transumanza

Movimento perenne di uomini ed animali per sfruttare al meglio i divari di altitudine e di clima, la transumanza è la più elementare - e probabilmente la più antica - forma di occupazione del territorio alpino. Gli elementi di base sono semplici : i passi lenti delle greggi e delle mandrie hanno dipanato pazientemente, stagione dopo stagione, migliaia di fili in grado di connettere ecosistemi diversi. Questa geografia primordiale di strade, piste, sentieri, di itinerari mille volte percorsi nei due sensi, ha saputo adattarsi alle imponenti trasformazioni economiche e sociali che hanno mutato il contesto dell’andirivieni del bestiame.
Le valli cuneesi hanno intrattenuto delle relazioni secolari con la Bassa Provenza, a partire già dal XIV secolo, quando i grandi proprietari di armenti della pianura del Rodano organizzarono la transumanza in grande stile verso la montagna, avvaledosi in larga misura di pastori alpini. Ancora adesso molti pastori e allevatori provenzali sono originari delle valli cuneesi.
Di pari entità sono stati i rapporti con la Pianura Padana. Nel Medioevo e in Epoca Moderna i pastori delle valli cuneesi scendevano al piano con i loro animali per approfittare dei pascoli disponibili. La pastorizia transumante seppe in seguito adattarsi all’intensificazione dell’agricoltura e alle forme di gestione capitalistica che si svilupparono a partire dal Settecento. I pecorai e i margari alpini erano (e in qualche caso sono ancora) una presenza abituale nelle cascine piemontesi.