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Passaggi d'arte

Passaggi d'arte

Con cinquant'anni di ritardo rispetto agli stili lombardo-toscani, a partire dalla seconda metà del XV secolo, la pittura gotica internazionale si diffuse nelle valli cuneesi e nel Piemonte meridionale. Mescolò e propose stili di provenienza diversa: le maniere lombarde si incrociarono con i temi provenzali del gotico cortese, le maniere nordiche (con la veemenza delle gestualità) con quelle fiamminghe caratterizzate dalla ricerca gustosa dei particolari.
Erano artisti itineranti coloro che si spostavano di paese in paese, da una regione all'altra, per rispondere alle attese artistiche non solo dei mecenati (corti marchionali e nobili) ma anche di ricchi borghesi (famiglie di livello signorile) o comunità (civili o religiose) che intendevano decorare chiese, cappelle e santuari di loro proprietà presenti sul territorio, talvolta per ostentare attraverso l'arte il proprio status.
Interpretarono con grande capacità artistica le rappresentazioni religiose, sovente connotate dal gusto per lunghi sviluppi pittorici, storie ed episodi multipli. Erano "sermoni in immagini", espressi con elevata energia figurativa, nei quali si ritrovava tutta l'angoscia della fine di una fase storica (il Medio Evo) e l'introduzione ad una nuova stagione dello spirito, tra devote sensazioni e speranze.
Quattro di questi artisti (Hans Clemer, il Maestro d'Elva - Pietro da Saluzzo - Giovanni Baleison da Demonte - I fratelli Tommaso e Matteo Biazacci da Busca), nel loro itinerare per paesi e valli (dalla pianura saluzzese salendo alle valli Po, Bronda, Varaita, Maira e Grana) hanno dipinto autentici gioielli sui muri di cappelle troppo a lungo dimenticate.