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La Lengo de ma Maire - la lingua materna

La Lengo de ma Maire - la lingua materna

La lingua occitana nasce come “dialetto del latino” e da quest’ultimo ricava la denominazione “d’oc” ovvero “hoc est” usato per dire “sì - é così”.
La grande fioritura letteraria medioevale sviluppatasi nella Provenza del Midì francese fa dell’opera dei trovatori un autentico modello poetico-culturale adottato dall’intera Europa; la loro importanza è riconosciuta anche nei secoli successivi tant’è che i linguisti ed i dialettologi di fine ‘800 utilizzano la denominazione di provenzale per indicare tutte le parlate diffuse in Occitania. Ad oggi, una più precisa classificazione raggruppa con la denominazione di provenzale le sole parlate della Provenza, ovvero della zona sud orientale che si distinguono così dalle varietà del linguadociano, del guascone, del limosino, dell’alverniate e talvolta del delfinatese.
Nel Piemonte occidentale l’occitano è diffuso nelle seguenti valli: Alta Val Susa, Valli Chisone, Germanasca e Pellice (in provincia di Torino), Valli Po, Varaita, Maira, Grana, Stura, Gesso, Vermenagna, Pesio, Ellero, Corsaglia e Alta Valle Tanaro (in provincia di Cuneo) e in alcuni paesi della provincia di Imperia. Proprio le parlate occitane presenti nelle valli cuneesi e torinesi (dalla valle di Susa a nord alle valli Vermenagna ed Ellero a sud) appartengono al gruppo del provenzale alpino. E’ occitano anche il comune di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza dove, nel XV secolo, s’insediò un gruppo di valdesi poi annientati da una sanguinosa repressione.
A partire dal Cinquecento, quando viene bandita in Francia, la lingua d’Oc subisce diverse vicissitudini riducendosi a lingua vernacolare rinchiusa nell’ambito familiare. Solo nel XIX secolo si avrà una grande rinascita letteraria con il movimento Felibritge creato nel 1854 da Frédéric Mistral. Verso la fine degli anni Cinquanta si assiste anche nelle nostre valli ad un risveglio che spesso assume istanze politiche di matrice autonomista, mentre fioriscono numerose associazioni locali.  
Nel 1999 un’iniziativa del Parlamento Italiano sembra aprire un nuovo orizzonte per la  lingua d’Oc, viene approvata la Legge 482 “norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”che riconosce, tra le altre, la minoranza linguistica occitana d’Italia, alla quale intende dare la giusta dignità.
Attraverso i finanziamenti della legge vengono attivati numerosi progetti da parte di Enti Pubblici, Associazioni e Scuole che tuttavia spesso riescono a coinvolgere parzialmente la popolazione locale.