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Un paesaggio costruito

Un paesaggio costruito

Il paesaggio delle valli occitane cuneesi è l’esito di una continua e incessante opera di modificazione dell’ambiente naturale da parte dell’uomo che attraversa diversi secoli, a partire dal tardo medio evo Un paesaggio quindi fortemente antropizzato, che per molti versi rappresenta un unicum rispetto ad altri settori della catena alpina.
Di quel paesaggio oggi noi ne osserviamo le tracce fisiche, ma non riusciamo a metterle in relazione tra loro, a comprenderne il meccanismo di “funzionamento” complessivo. Anzi, il rischio è di darne una lettura semplificata o idealizzata.
Il paesaggio storico delle valli occitane è invece una “macchina complessa”. Insediamenti, architetture, coltivi, alpeggi, boschi, canali, mulattiere, rappresentano singoli elementi interdipendenti di un unico sistema integrato, dove centrale è il movimento – la “micromobilità” – lungo le fasce altimetriche al variare delle stagioni.
Ancora più complesso il tema dell’architettura, la quale si configura come l’esito di una molteplicità di fattori differenti. Si pensi all’influenza delle dinamiche economiche e demografiche nella configurazione funzionale e dimensionale della casa di montagna, la quale è come un “elemento pulsante” che si amplia o si contrae al variare delle condizioni del contesto. O ancora si pensi alle influenze determinate dall’altitudine e dal clima, con case che nelle basse valli tendono ad assomigliare a quelle di pianura, per poi trasformarsi salendo di quota in blocchi unitari.
Ma un dato particolarmente interessante, sempre legato all’idea di “movimento”, è quello relativo alla circolazione e allo scambio dei modelli architettonici e costruttivi, attraverso le relazioni che le valli occitane stabiliscono con i mondi d’oltralpe e di pianura, come nel caso dell’uso della tecnica del Blockbau di provenienza nordica e transalpina nelle valli Stura e Maira.
Ma ogni valle, ogni singolo luogo, ha messo a punto a punto una sua idea di architettura: basti pensare alle differenti tipologie di coperture (lose, scandole, paglia), alla presenza di colonne e pilastri in pietra, all’uso del legno, ai molteplici apparati e elementi decorativi.