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Memorie di Autonomia

Memorie di Autonomia

La grande carta qui riprodotta costituisce il documento fondamentale in base al quale il 29 maggio 1343 il Delfino Umberto II concede ad una serie di comunità (forse 37, secondo gli studi più recenti) una certa autonomia nella gestione del territorio, ivi compresi il diritto di battere moneta, l’esercizio della giustizia e la libertà di circolazione.

Il nome Escarton deriva dal verbo escartonar (o escartar) che indica il modo di suddividere le imposte fra varie comunità, ad ognuna delle quali spettava un escart.

Gli escartons comprendevano comunità nel brianzonnese, nel Queyras, nell’alta val di Susa e nella valle del Chisone, infine nella cosiddetta Castellata, con i comuni di Casteldelfino, Pontechianale, Bellino e Chianale.

La Charte des Escartons restò in vigore fino al 1713 (Trattato di Utrecht).


Consuetudini, carte di franchigia e Statuti delle valli alpine

Gli Statuti medievali delle valli alpine si collegano con usi e consuetudini che, a partire dai secoli XI-XIII, sono messi per scritto ed ottengono un riconoscimento formale da parte dei detentori del potere locale. Alcuni di questi Statuti sono anche carte di franchigia, in quanto attribuiscono nuovi diritti alle popolazioni delle valli: diritti di sfruttamento di pascoli e boschi, diritti di proprietà, di successione o di possesso stabile delle terre in concessione, come si riscontra nelle Consuetudini della Alta Valle Stura e dell’ Alta Valle Maira.

 

Alcune carte di franchigia rappresentano il riconoscimento dell’esistenza di un comune locale, in grado di eleggere propri rappresentanti e di approvare regolamenti della vita interna della comunità. Alcune di queste nel corso del secolo XIII si organizzano in “Comuni di valle”, con un podestà: in questo caso vengono elaborati “Statuti di valle” che hanno vigore in tutti i comuni della valle.

La maggior parte degli Statuti dei comuni alpini, riconosciuti dai signori locali, risalgono ai secoli XIV e XV.