Le strade della fede
Le valli alpine sono state tra l’altro importanti nodi di scambio; in quanto tali sono state percorse, attraversate, risalite e ridiscese con diverse finalità e destinazioni. E le strade della montagna, chiuse dallo spartiacque o aperte sui colli, sono state anche strade della fede e della religiosità, che hanno condotto nei secoli i pellegrini verso i numerosi santuari: da San Chiaffredo di Crissolo a Valmala, da San Magno a Sant’Anna di Vinadio, per non citare che i più frequentati nelle alte valli.
Accanto – e talvolta in coincidenza – ai grandi itinerari dei pellegrinaggi di origine medievale (Roma, le Terre Sante, Santiago di Compostela) con le relative vie (tra tutte la via Francigena), si trovano dunque i santuari locali, dove si è riversato un flusso ininterrotto di fedeli, richiamati dal culto delle reliquie o dalle apparizioni mariane (o di Sant’Anna, come nel caso dell’omonimo santuario di Vinadio).
Al santuario si va (si andava) per lo più a piedi, lasciando per strada il proprio sasso su mucchi di pietre che segnano il cammino, attorno alle chiese si aprono strutture di ricovero e di accoglienza per i pellegrini, al santuario si sale anche per la festa del Santo (come a Castelmagno), e si lasciano ex voto dipinti o anatomici o (recentemente) fotografici in segno di riconoscenza, “per grazia ricevuta”.
Non raramente i santuari diventano mete di pellegrinaggi intervallivi o anche tra i due versanti alpini (come a Sant’Anna di Vinadio, cui si sale dalla valle Stura non più che dalla valle della Tinée, attraverso Isola).
