Mappa del Museo Introduzione Le Alpi al Centro Ambiente e Territorio Una crisi di civiltà L'Uomo e le Alpi Le frontiere del futuro
Dal monte al piano

Dal monte al piano

Il sistema socio-economico che si è perpetuato in queste vallate ha integrato lo sfruttamento delle risorse agro-pastorali con varie forme di attività esercitate all’esterno da una parte della popolazione, soprattutto maschile. La gestione della piccola proprietà contadina era così associata all’esercizio dei mestieri più disparati. Il particolare calendario alpino ha soprattutto incoraggiato le partenze durante la lunga pausa invernale. Ma un sistema flessibile di divisione del lavoro familiare ha anche permesso assenze più lunghe, oppure ritmate in altro modo.
I movimenti migratori dalle valli cuneesi presentano una molteplicità di percorsi, una gamma variegata di attività e un ampio spettro di esiti sul piano sociale ed economico. Al gradino inferiore si trovava la mendicità, diffusa in alcuni settori, soprattutto nelle basse valli. Vi erano poi forme di emigrazione proletaria, per cercare l’ingaggio come salariati agricoli avventizi in pianura o l’impiego saltuario in attività industriali a carattere stagionale. Altri spostamenti erano legati a lavori artigianali di vario tipo : dalle montagne cuneesi scendevano arrotini, bottai, calzolai, filatori di canapa... Vi erano poi attività commerciali, diffuse soprattutto nelle alte valli, che si traducevano spesso in migrazioni piuttosto prospere.
Ben lontani dall’immagine tradizionale di comunità di montagna chiuse ed arretrate, molti villaggi di alta quota erano il perno di sistemi di mobilità che interagivano con spazi lontani. La struttura sociale di queste comunità era centrifuga. La loro vita era connessa in modo imprescindibile al sistema migratorio che in esse prendeva origine.

(Dionigi Albera)