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Cittą alpine e architetture romanico - gotiche

Cittą alpine e architetture romanico - gotiche

Quando si parla di montagna la mente corre immediatamente a immagini di paesaggio naturale o rurale. In realtà l’elemento peculiare delle vallate occitane cuneesi è la strutturazione insediativa per nuclei e centri urbani che caratterizza fortemente il territorio già a partire dal XII-XIII secolo.
Qui uno dei dati di maggiore interesse è proprio la forma urbis delle città di fondovalle poste lungo le principali direttrici di traffico. Dronero, Demonte, Tenda, Casteldelfino, Sampeyre, con le loro strade porticate, con le loro architetture, costituiscono la mirabile sintesi dell’incrociarsi di cultura alpina, arte colta e influssi transalpini.
Queste città sono il simbolo fisico di una civiltà che sarebbe riduttivo definire rurale e contadina, e che in qualche vallata, prima del Trattato di Utrecht del 1713, ha saputo dare vita a lunghe esperienze di autogoverno, come nel caso dell’Escartùn dell’alta Valle Varaita o della comunità dei 12 comuni della Val Maira.
Ma il palinsesto storico della montagna occitana cuneese è formato anche dal patrimonio di architetture religiose, civili e militari che segnano puntualmente il paesaggio delle valli. È’ una storia anch’essa “dinamica”, che muove dai grandi centri monastici di Pedona, Villar San Costanzo, San Costanzo al Monte, Pagno, la Certosa di Pesio – fulcri della prima azione di colonizzazione del territorio –, per poi trascorrere nella collezione di edifici di matrice romanico-gotica delle vallate, come nel caso delle chiese di San Salvatore a Macra, di Santa Maria a Elva, di San Peyre a Stroppo con i loro preziosi cicli di affreschi, o ancora del Castello di Casteldelfino e del Lazzaretto del Caudano a Stroppo.