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Le Alpi al centro

Le Alpi al centro

Alpi Marittime, semplicemente: un modo per dire di una terra di incontro e di incrocio tra mare e montagna, tra nord e sud, tra paesi del Mediterraneo e paesi transalpini, tra pianura padana (cioè percorsa dal fiume Po) e valli del Rodano (che sfocia appena di là delle Alpi, nel grande delta della Camargue).
Da tempo, e in particolare modo a partire dall’Ottocento, noi siamo abituati a pensare le Alpi come un territorio di margine, di bordo. Non è sempre stato così. Per molti secoli le Alpi sono state uno spazio posto al centro dell’Europa. Uno spazio strategico e delicatissimo, attraversato di continuo da eserciti, commercianti, pellegrini, viaggiatori. E anche le genti che abitavano le Alpi non si sono mai considerate come una popolazione marginale, lontana e emarginata rispetto alle grandi città e al piano, e intrattenevano relazioni molto forti con i territori circostanti, elaborando modelli di vita e culturali specifici.
Oggi, per rimettere le Alpi al centro, è necessario fare uno sforzo di immaginazione: dimenticare i confini nazionali che così tanto peso hanno avuto nella storia e nelle tragedie del secolo scorso, e ripensare alla posizione e al ruolo strategico che la catena alpina ha sempre ricoperto nelle vicende europee. Un processo che in fondo corre in parallelo al percorso di unificazione europea.
Una nuova dimensione strategica delle Alpi da misurare non più rispetto alle opportunità di offesa e di difesa in caso di guerra, ma in termini di conservazione e valorizzazione di biodiversità ambientali e culturali: patrimonio naturale, habitat costruito storico, acqua e aria, lingua e tradizioni.
Da spazio di margine, le Alpi possono ritornare a essere “terra di confine”, nel senso di luogo dinamico di ricerca e di sperimentazione di pratiche e di modelli di vita per un futuro sostenibile.